Voglio migliorare una voce debole
che non arriva agli altri
Si crea il «nucleo della voce» con le corde vocali e si regola il percorso della risonanza tramite il palato molle, la laringe e le vocali. Non si tratta di urlare a squarciagola, ma di un corso volto ad acquisire una voce che, anche con uno sforzo minimo, non venga sovrastata dall’accompagnamento del karaoke.

Perché viene scelto questo corso
Studente
InsegnanteCreare il nucleo della voce
Cerca l’equilibrio tra aria che sfugge e chiusura eccessiva, mantenendo un suono definito anche a volume basso.
Preparare il percorso del suono
Si confrontano la risonanza nel naso, nella bocca e in entrambi, alla ricerca della posizione in cui il suono risulta meno ovattato.
Ridurre la tensione del collo e della gola
Distinguendo i movimenti del collo dall’emissione vocale, ci si rende conto dell’abitudine di aumentare il volume della voce con la forza.
Mantenere la proiezione della voce anche cantando il testo
Raggiungere uno stato in cui, anche se la vocale cambia, il nucleo della voce e la chiarezza non si indeboliscano improvvisamente.
Eseguite i 7 esercizi in questo ordine
Inizialmente si crea il nucleo del suono con le corde vocali, poi si regola il percorso della risonanza con il palato molle. Successivamente, si mantiene questa impostazione senza fare affidamento sulla tensione del collo, collegando l’adattamento della laringe e delle vocali al testo della canzone. Cliccando su ciascuna voce, è possibile verificare le motivazioni della selezione.
Utilizzando le diverse voci Sasso, Carta e Forbici, si sperimenta in un ampio spettro il modo di chiudere le corde vocali e il loro spessore. Lo scopo è quello di trovare una vocalizzazione che mantenga il proprio nucleo, a metà strada tra una voce in cui fuoriesce solo l’aria e una voce troppo tesa, senza chiudere le corde vocali al massimo.
Anche nelle strofe A cantate piano, l’attacco della voce risulterà meno sfocato, mentre nel ritornello non sarà necessario spingere la gola, rendendo più facile mantenere il contorno della voce all’interno dell’accompagnamento.
Esercitati a produrre distintamente le 3 modalità «solo dal naso», «solo dalla bocca» e «da naso e bocca» per percepire come il palato molle modifica il percorso della voce. Lo scopo è poter scegliere una posizione in cui la voce si sente chiaramente, senza restare fissi su un’unica risonanza.
Confrontando una voce ovattata e concentrata nel naso con una voce che sembra provenire solo dalla bocca e risulta debole, si cerca di trovare un equilibrio di risonanza che permetta alla propria voce di arrivare facilmente in avanti.
Nel canto vero e proprio, si regolano contemporaneamente le corde vocali e la risonanza. Si tratta di un esercizio volto a ridurre le interazioni inconsce, come il fatto che modificando lo stato delle corde vocali si alteri la risonanza, o che modificando la risonanza si stringa la gola.
Riduce i casi in cui la voce si assottiglia improvvisamente nel mezzo di una frase o risulta ovattata nel ritornello, rendendo più facile mantenere allo stesso tempo il nucleo e la risonanza della voce.
Si verifica se è possibile mantenere la voce desiderata combinando il movimento delle corde vocali e del palato molle con il movimento laterale del collo, senza irrigidire il collo né esercitare una forza eccessiva sulla zona della gola.
Si prende coscienza di abitudini quali il protrarsi del collo in avanti quando si emettono note acute o si alza la voce, o l’indebolimento della voce quando si solleva il mento, e si creano le basi per mantenere la chiarezza del suono anche quando la postura cambia.
Si utilizza “mmm”, che subisce un’influenza relativamente ridotta dalla forma della bocca, per alternare la posizione della laringe tra normale, bassa e alta. Lo scopo è comprendere, partendo da suoni semplici, come cambiano la forma del tratto vocale e il timbro a seconda della posizione della laringe.
Confronta una voce scura e corposa, una brillante che si proietta e una intermedia, per trovare la posizione adatta all’estensione e al carattere del brano. Non è un esercizio per fissare la laringe solo in alto o solo in basso.
Trasferisci il controllo della laringe appreso con “mmm” alla vocale “eh”, più vicina ai suoni dei testi delle canzoni. È un passaggio verso il canto che aiuta a mantenere la posizione della laringe e lo stato delle corde vocali nel momento in cui apri la bocca.
Riduce la tendenza per cui la voce, che riusciva a uscire con le consonanti nasali, si indebolisce improvvisamente quando si aggiungono le parole del testo, e rende più facile mantenere la corposità e la chiarezza della voce anche tenendo la bocca aperta.
Si alternano le vocali «i, eh, ah, o, u» prestando attenzione alla configurazione dello spazio laringeo. Questo serve a ridurre l’abitudine di tirare la laringe più del necessario ogni volta che si cambia vocale, il che comporta un cambiamento significativo nel timbro e nel volume della voce.
Anche se le vocali del testo cambiano, la voce difficilmente diventa improvvisamente flebile o ovattata, il che rende più facile mantenere la comprensibilità dell’intera frase.
Dalla voce che ha raggiunto la nota per caso a una voce che puoi riprodurre quando vuoi
Anche se si riesce a emettere correttamente la voce una volta, ciò significa solo che si è raggiunto lo stadio in cui si è «imparato come farlo».
In questo corso si coordinano diverse parti del corpo, quali le corde vocali, il palato molle e la laringe. Anche se durante l’esercizio si riesce a eseguire correttamente un passaggio, nel karaoke vero e proprio, dovendo gestire contemporaneamente intonazione, ritmo, testo e respirazione, si tende facilmente a ricadere nella solita voce flebile o forzata. Ripetendo l’esercizio anche per brevi periodi e collegando la propria percezione alla voce effettivamente udibile, si impara a scegliere in modo stabile la vocalizzazione desiderata.
Studente
InsegnanteConoscere le differenze tra le voci
Quando si modificano le corde vocali, la risonanza e la laringe, si sperimenta come cambiano non solo il volume della voce, ma anche il suo contorno e la sua proiezione.
Riprodurre intenzionalmente
Si parte da una «voce emessa casualmente» per arrivare a una voce che si possa riprodurre di nuovo, prestando attenzione alle stesse condizioni.
Stabilizzare con il minimo sforzo
Non si tratta di aumentare il volume rispetto alla volta precedente, ma di verificare se è possibile mantenere il nucleo e la risonanza della voce anche riducendo la tensione del collo, della mandibola e della gola.
Da utilizzare nei testi delle canzoni e negli accompagnamenti
Anche se le vocali o l’intonazione cambiano e si aggiunge un accompagnamento, si deve essere in grado di scegliere la voce esercitata nelle situazioni necessarie.
A ogni ciclo di pratica, migliora gradualmente la capacità della voce di farsi sentire
Anziché limitarsi a ripetere semplicemente il numero di volte, variando gli elementi da verificare ad ogni giro, è più facile cogliere i cambiamenti e i progressi della voce. L’obiettivo non è ripetere più volte a voce alta.
Conoscere le differenze tra le voci
Per prima cosa, sperimenterete come cambiano il nucleo del suono, la brillantezza e quanto la voce risulta ovattata modificando le corde vocali, il palato molle e la laringe. Non importa se le differenze sono minime o se non riuscite a eseguire tutto correttamente fin dall’inizio.
Si trasferisce gradualmente la voce esercitata al canto.
Non cercate di mantenere lo stesso volume vocale per l’intera canzone fin dall’inizio, ma procedete gradualmente, passando da note semplici a frasi brevi.
con suoni semplici
e riprodurre il movimento
e riprodurre il movimento
con parole brevi
di un brano
- ✓Riesci a definire il contorno della voce con uno sforzo minore rispetto all’ultima volta?
- ✓Non si sta forse emettendo una voce in cui fuoriesce solo l’aria o una voce con la gola troppo contratta?
- ✓Senza esercitare una tensione inutile su collo, mandibola e lingua, sei riuscito a riprodurlo più volte di seguito?
- ✓Anche nelle brevi frasi delle canzoni che canti spesso, la tua voce non si perdeva facilmente?
La ripetizione non consiste nell’«emettere più volte un suono ad alta voce».
Piuttosto che concentrarsi sul numero di ripetizioni, è importante ripetere la tecnica corretta con una voce che non risulti affaticata.
Non è necessario cercare di alzare la voce ogni volta rispetto alla volta precedente.Iniziate con un’intonazione facile da raggiungere e un volume della voce medio-basso, per verificare se riuscite a riprodurre un suono chiaro con il minimo sforzo.In caso di mal di gola, forte fastidio o raucedine, interrompete l’allenamento di quel giorno.
L’obiettivo di questo corso non è riuscirci a forza di alzare la voce.
L’obiettivo è creare un nucleo con le corde vocali, regolare il percorso della risonanza, la laringe e le vocali, in modo da poter trasmettere il contorno della voce all’accompagnamento del karaoke con il minimo sforzo. Inoltre, si procede verso una condizione in cui tale emissione vocale non sia limitata a una sola volta, ma possa essere riprodotta più volte anche quando cambiano il testo o l’intonazione.