Voglio emettere note acute Voglio ampliare la mia estensione vocale
Si tratta di un corso in cui si regolano in sequenza la chiusura delle corde vocali, il rilassamento della lingua e la posizione della laringe, senza spingere con forza, ma creando una base per le note acute che possa essere utilizzata ripetutamente nel ritornello.

Perché viene scelto questo corso
Studente
InsegnanteNon affidarsi esclusivamente all’alzare la voce
Modificate il peso della voce in base alla gamma vocale e riducete l’abitudine di spingere con forza la voce naturale.
Ridurre la tensione della lingua, della mandibola e del collo
Prendete coscienza della retrazione della lingua e del sollevamento della mandibola, fenomeni che si verificano facilmente nelle note acute, e rendete più facile il movimento delle corde vocali.
Cercare la voce intermedia tra voce naturale e falsetto
Imparerete a riconoscere una voce intermedia, né troppo pesante né troppo soffiata, riducendo così i bruschi cambi di registro.
Riprodurre la stessa nota alta
Si passa da una nota alta emessa una sola volta per caso a una nota alta che può essere ripetuta nel ritornello.
Eseguite gli 8 esercizi in questo ordine
Si stabilisce uno standard per le corde vocali, si allenta la tensione della lingua che ostacola le note acute e si aumentano le combinazioni tra laringe e corde vocali.Infine, si distingue tra la contrazione della gola e una chiusura moderata, per collegarsi a una voce intermedia facile da usare nelle note acute.Cliccando su ciascuna voce, è possibile verificare le motivazioni della selezione.
Serve a superare la scelta limitata a due estremi: una voce «verso Sasso», che spinge con forza la voce naturale nelle note acute, o una voce «verso Carta», che passa a un falsetto soffiato. Inizia includendo anche la voce intermedia «Forbici», per creare un riferimento con cui regolare gradualmente il peso della voce.
Adattando la voce all’altezza del ritornello, si alleggerisce leggermente il tono, creando una base per trovare una voce facile da usare, a metà strada tra il tono teso e il brusco cambio di registro.
Lo scopo è individuare l’abitudine per cui, quando si raggiungono le note acute, la lingua viene tirata indietro e la mandibola e il collo si irrigidiscono. Si emette il suono tenendo la lingua fuori dalla bocca e si producono le voci Sasso, Forbici e Carta senza fare affidamento sulla forza della lingua.
Riduce la sensazione di nodo alla gola durante il ritornello e il movimento di sollevare la mandibola per spingere verso l’alto il suono.
Arrotolando la lingua o mordendola leggermente con i denti anteriori, si creano le condizioni che rendono più difficile retrarre la lingua in fondo alla gola. Utilizzando “mmm”, che richiede pochi movimenti della bocca, si acquisisce la sensazione di muovere separatamente la lingua e le corde vocali.
All’inizio delle note acute è più facile rendersi conto dell’abitudine che porta a irrigidire la lingua e la mandibola, causando un blocco della voce.
Anche se riesci a farlo con “mmm”, quando apri la bocca per emettere una vocale può tornare la tensione della lingua e della mandibola. Passa a “eh” per esercitarti a mantenere lo stato delle corde vocali anche quando cambiano le condizioni di articolazione.
Si tratta di un esercizio fondamentale per imparare a emettere il suono senza affidarsi alla lingua anche in presenza di un testo, in particolare per gestire le vocali come “eh” e «i», che tendono a bloccarsi nelle note alte.
Lo scopo è quello di ridurre la tendenza della laringe a sollevarsi involontariamente nelle note acute, con conseguente irrigidimento della lingua e del collo. Si effettuano piccoli movimenti tra la posizione bassa, normale e alta per comprendere le differenze di timbro determinate dalla posizione della laringe.
Non si tratta di «alzare sempre» o «abbassare sempre», ma di scegliere la forma della gola più adatta al brano e alla gamma vocale, in modo da cantare con facilità senza irrigidire l’intera gola.
Lo scopo è ridurre l’abitudine di emettere il suono con lo stesso peso vocale, la stessa quantità di respiro e la stessa forma della gola a qualsiasi altezza. Si praticano diversi modelli di emissione vocale combinando la posizione della laringe con le tecniche Sasso, Forbici e Carta.
L’aggiunta di opzioni quali alleggerire la voce in base alla gamma vocale o modificarne la risonanza rende più agevole il passaggio fluido dalla voce naturale alle note acute.
Quando si cerca di emettere un suono acuto e potente, a volte, invece di regolare le corde vocali, si tende a stringere con forza l’intera gola o le false corde vocali. È importante riconoscere il cambiamento di suono causato dall’intervento delle false corde vocali e distinguerlo dal controllo delle corde vocali.
Si impara a distinguere tra «note acute potenti» e «note acute forzate», preparandosi così a ridurre il rumore superfluo e la sensazione di affanno.
Nel corso introduttivo si passa da Sasso a Forbici, ma nella canzone vera e propria è necessario scegliere la voce adeguata fin dall’inizio delle note acute. Si riproduce autonomamente una voce Forbici che non presenti troppe perdite d’aria e non risulti troppo pesante.
Rende più facile usare una voce intermedia tra la voce naturale spinta e il falsetto soffiato, all’attacco delle note acute e nei ritornelli che proseguono.
Trasformare una nota alta emessa una volta in una nota alta che si può usare tutte le volte che si vuole
Anche se si riesce a emettere una nota alta una sola volta, ciò non significa di per sé che si sia raggiunto un «registro vocale utilizzabile nel canto».
In questo corso si imparano a distinguere e utilizzare con precisione movimenti di cui solitamente non si è consapevoli, come il modo di chiudere le corde vocali, come rilassare la lingua e la posizione della laringe. Anche se alla 1ª prova si riesce a emettere un suono corretto, quando si raggiungono le note acute può capitare di ricadere nelle vecchie abitudini: voce spinta, sollevamento della mandibola e retrazione della lingua. Ripetendo i movimenti corretti per brevi periodi, trasformeremo i successi casuali in una tecnica vocale in grado di riprodurre lo stesso risultato anche nel ritornello.
Studente
InsegnanteConoscere la voce corretta
Per prima cosa sperimenterete come cambiano la sensazione vocale e il timbro della voce in base alle tecniche Sasso, Forbici e Carta e alla posizione della laringe.
Trasformare un successo casuale in un risultato riproducibile
Si procede fino a raggiungere la capacità di riprodurre nuovamente una nota alta emessa una sola volta, mantenendo la stessa postura e con uno sforzo minimo.
Mantenere la stabilità in modo continuo
Anche se l’intonazione o le vocali cambiano, non irrigidire la lingua, la mandibola e il collo, ma riproduci la stessa emissione vocale più volte di seguito.
Da utilizzare nel ritornello
Si inizia con frasi brevi, con l’obiettivo di riuscire a ripetere le note acute senza affaticare la gola anche nella seconda parte del brano.
Ad ogni giro, cambiano i punti da verificare
Invece di puntare semplicemente a note alte ogni volta, cambiando l’obiettivo a ogni giro è possibile ridurre lo sforzo superfluo e aumentare la riproducibilità.
Conoscere la differenza tra voce e movimento
Per prima cosa sperimenterete come la voce cambia a seconda di Sasso, Forbici e Carta, nonché della lingua, della laringe e delle false corde vocali.Non è un problema se non riuscite a eseguire tutto con precisione.
Si trasferiscono gradualmente le note alte esercitate nel brano.
Non cantare ripetutamente il ritornello nella tonalità originale fin dall’inizio, ma partire da condizioni meno impegnative per poi ampliare gradualmente la difficoltà.
a un’altezza comoda
variando gradualmente l’altezza
senza irrigidirsi
che comprenda ciò che precede e segue le note acute
nel ritornello
- ✓Sei riuscito a raggiungere la stessa altezza con meno forza e meno respiro rispetto all’ultima volta?
- ✓Quando emetti note acute, la mandibola non si solleva e la lingua e il collo non sono irrigiditi?
- ✓Sei riuscito a riprodurre più volte di seguito la stessa nota alta con un timbro simile?
- ✓Dopo l’esercizio o il giorno successivo, la voce parlata è priva di raucedine o fastidi persistenti?
L’esercizio sulle note acute privilegia la «facilità e la riproducibilità» piuttosto che l’«altezza».
Piuttosto che eseguire un numero eccessivo di ripetizioni in un solo giorno, è preferibile suddividere l’allenamento in sessioni brevi distribuite su più giorni.
Se si forza ripetutamente la voce quando si è affaticati, tale modo di emettere la voce potrebbe diventare un’abitudine. Iniziate con tonalità facili da raggiungere e con un volume da basso a moderato; se dovessero manifestarsi dolore alla gola, forte fastidio, raucedine o difficoltà a parlare con la voce normale, interrompete l’allenamento di quel giorno.
* Se la raucedine o il fastidio alla voce persistono, interrompete l’esercizio e, se necessario, consultate uno specialista, ad esempio un otorinolaringoiatra.
L’obiettivo di questo corso non è «riuscire a raggiungere la nota più alta una sola volta».
L’obiettivo è quello di riuscire a riprodurre la stessa altezza di tono tutte le volte che è necessario, anche quando nel ritornello si susseguono note acute, senza irrigidire la lingua, la mandibola o il collo e scegliendo la voce più adatta.Innanzitutto, imparate a riconoscere le differenze tra i vari tipi di voce, riducete la tensione superflua e, infine, sviluppate una gamma vocale che possiate utilizzare nei brani reali.